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Da quando fu riconosciuto che la terra è sferica, la sua più fedele riproduzione è stata il mappamondo che, tuttavia, non permette di vedere tutta la superficie terrestre con un solo sguardo e di fare confronti tra zone distanti. Per fare questo è necessario riportare la superficie del mappamondo su un piano. Questa rappresentazione si chiama proiezione. Alcune caratteristiche del mappamondo si perdono necessariamente nella rappresentazione piana. È però possibile scegliere che cosa verrà rispettato e che cosa verrà deformato.
Le carte geografiche oggi più diffuse sono state costruite su una proiezione disegnata da un cartografo fiammingo che, a partire dalle linee delle rotte sul mappamondo, nel 1569 riuscì a disegnare un planisfero: la Carta di Mercatore. Questa proiezione ha avuto grande diffusione anche in quanto strumento insostituibile nella navigazione. Nella carta di Mercatore la posizione dell’Europa è esattamente al centro del mondo. La linea dell’equatore non taglia a metà la carta, essa è, invece, spostata più in basso, con l’inevitabile conseguenza che tutte le aree dell’emisfero nord risultano ingrandite e tutte le aree dell’emisfero sud rimpicciolite.
Lo storico tedesco Arno Peters supera la tradizionale immagine eurocentrica del mondo e propone un planisfero ad aree equivalenti che restituisce a tutte le superfici della Terra la loro corretta proporzione.
“La nuova carta, la mia carta, rappresenta in modo egualitario tutti i paesi della Terra. È fedele alla superficie, all’asse e alla posizione. La sua scala è esatta, le inevitabili deformazioni sono distribuite regolarmente, è in grado di ritrarre tutta la terra comprese le zone polari.”
La Carta di Peters è uno strumento indispensabile per una corretta visione del mondo, sulla linea del rispetto fondamentale dei diritti di ogni popolo, per educare alla mondialità e all’intercultura.
Nella proiezione Mercatore l’Europa appare più grande del Sudamerica che, invece, è grande il doppio. Sulla carta di Mercatore il Nordamerica appare più grande dell’Africa la quale, invece, ha una superficie quasi doppia
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